Si svolgerà sabato 9 maggio alle ore 18.00, presso il teatro Fusco di Taranto, la cerimonia di premiazione della X edizione del Premio Leogrande 2026. Condurrà le interviste agli autori il giornalista Giorgio Zanchini.
Il Premio di giornalismo narrativo Alessandro Leogrande è ideato e organizzato dall’Associazione Presìdi del libro con il sostegno di Regione Puglia, Comune di Taranto e i partner privati Edison e Fondazione Gian Giacomo Feltrinelli.
Si tratta di un percorso che si svolge da settembre ad aprile di ogni anno con il coinvolgimento diretto dei presìdi del libro e delle scuole pugliesi.
I libri vengono selezionati dai candidati delle edizioni precedenti e con l’ulteriore selezione da parte del Consiglio direttivo dell’Associazione Presìdi del libro viene determinata la cinquina finale.
Quest’anno hanno aderito al Premio cinquanta presìdi da tutta Italia che dopo aver ricevuto e letto tutti i libri hanno espresso il voto attraverso la piattaforma dedicata al premio, decretandone il vincitore.
Grazie alla consueta e preziosa collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, sono state coinvolte le scuole del territorio che, nell’arco di questi mesi, hanno letto i testi e prima di esprimere il voto, hanno incontrato da remoto tutti gli autori e le autrici candidati.
Gli studenti, inoltre, nell’ambito del premio hanno la possibilità di partecipare al concorso denominato “Raccontami il giornalismo”. Dopo aver seguito una masterclass, a cura della giornalista Annalisa Camilli, hanno prodotto un’inchiesta che la stessa reporter ha valutato decretandone il lavoro migliore.
Il Premio Alessandro Leogrande selezionato dai Presìdi del libro e quello scelto da parte degli studenti, con il miglior reportage di inchiesta realizzato dalle scuole verranno annunciati durante la cerimonia finale.
Si riportano di seguito le cinque brevi sinossi dei titoli in gara, elencati in ordine alfabetico dei nomi dei candidati.
- “Il gelso di Gerusalemme. L’altra storia raccontata dagli alberi” di Paola Caridi (Feltrinelli, settembre 2024) candidato da Nicola Lagioia. Attraverso la storia degli alberi e dei giardini botanici più simbolici del Medio Oriente e del Mediterraneo l’autrice ripercorre le vicende degli uomini e delle donne che hanno deciso di abitare la terra dove questi alberi hanno messo radici.
- “Quando il mondo dorme” di Francesca Albanese (Rizzoli, maggio 2025) candidato da Stefania Maurizi. Un saggio che spiega l’apartheid e il genocidio, i suoi presupposti giurisprudenziali, e le sue declinazioni. L’autrice analizza la questione palestinese anche e soprattutto all’interno del diritto internazionale. Un saggio completo sulla storia della Palestina e su quella dello Stato di Israele.
- “Tropico Mediterraneo – Viaggio in un mare che cambia” di Stefano Liberti (Laterza, settembre 2024) candidato da Pietro Lacasella e Luigi Torregiani. Un viaggio tra le acque del Mediterraneo che stanno vivendo una profonda trasformazione. Da Gibilterra a Cipro, dalle isole Kerkennah in Tunisia al Delta del Po l’autore incontra le persone che vivono a ridosso del mare: pescatori, biologi marini, sub per capire come questi grandi cambiamenti che stanno avvenendo impattano sulle loro vite e sulla loro esistenza.
- “L’Italia senza casa” di Sarah E. Gainsforth (Laterza, 2025) candidato da Irene Soave. Partendo dal problema della casa il libro racconta la trasformazione del modo di abitare, di lavorare e di vivere in Italia dal dopoguerra a oggi. La casa è passata da essere un bene d’uso indispensabile a bene di investimento e le città sono diventate risorse da sfruttare.
- “Stato-mafia. La guerra dei trent’anni” di Stefano Baudino e Heiner Koenig (PaperFIRST by il Fatto Quotidiano, 2025) candidato da Mario Ciancarella. Il libro, con una prefazione realizzata a quattro mani dall’ex procuratore di Palermo Gian Carlo Caselli e dall’ex procuratore aggiunto, sempre a Palermo, Antonio Ingroia, ripercorre le fasi cruciali del nostro paese dal punto di vista storico-giudiziario. Mettendo in ordine la storia recente di cosa nostra, grazie a questo libro vengono smontate tutte le costruzioni che vengono fatte dal mainstream sulle sentenze di importanti processi. Ricostruzione puntigliosa scandita in una narrazione divulgativa che, con uno sguardo tagliente sull’attualità, restituisce voce alle vittime di mafia e alle loro famiglie.




